Sono abitata da alcune riflessioni.

Una riguarda l’orsa, che è stata ammazzata. Non so se da gente incompetente o competentissima, dipende da cosa volevano fare effettivamente e comunque non cambia le cose.
Non è una singola orsa che cambia un ecosistema… lei era diventata un simbolo e ci si immedesimava facilmente nella sua storia di madre, e quindi ci si addolora, ma il vero guaio, a un livello un po’ più macroscopico, è che lei era appunto un simbolo, un singolo individuo che rappresenta tanti individui simili, tante storie simili, perché le vittime di un atteggiamento da wanna-be-god degli umani non solo sono tante. Siamo anche noi umani stessi, e tanti manco ci pensano, non ci arrivano.

Un’altra riflessione riguarda il fatto che sono alcuni mesi che giro scalza, quasi tutto il tempo. Il che vuol dire anche durante i giri con i Soci, anche in posta, anche al supermercato, ecc. Le piante dei miei piedi sono lisce e compatte, la pelle spessa e robusta, ma nonostante questo, con una sensibilità tutta nuova.
Persone che non hanno mai provato mi hanno parlato di piedi “rovinati”, ma io senza fare nulla di diverso dal normale, ho dei piedi migliori di come erano prima.
Mi hanno parlato di perdita di sensibilità, e invece sento ogni cosa, ogni sfumatura di calore, ogni tocco, solo che non mi crea dolore. Mi hanno parlato della fatica di dover guardare ogni secondo dove si cammina, ma non sanno che dopo un po’ è come se si risvegliasse una consapevolezza inconsapevole, per cui anche se non guardi, sai dove mettere o non mettere i piedi.
Quanto è supponente l’uomo “civile”? Quanto pensa di saperne più degli altri, senza mai aver provato qualche cosa? Quanto può essere interiormente esilarante e liberatorio scoprire che ad avere una briciola di coraggio si può essere liberi, soprattutto liberi dalle opinioni senza fondamento e dai pregiudizi.

L’ultima riflessione più che altro è un grido accorato: corriere che porti il mio alternatore… dove sei?!?!?? Ti aspetto con una certa ansia e apprensione…