(risposta a un quesito posto su un forum, circa l’appropriatezza di una perlomeno improbabile storia romantica fra personaggi: lo riporto qui perché ha fissato alcuni spunti di ragionamento che mi interessano)

Mi è stato chiesto di dare un parere e lo faccio volentieri, ma mi scuso in anticipo perché non riesco a leggere tutti i commenti, per mancanza di tempo.
Io, forse anche per via del fatto che non sono esattamente “di primo pelo” nel gdr, per capire come dirimere la questione andrei un po’ più “a monte”: il gdr può essere interpretato, nel senso dello stile di gioco, in molti modi diversi, dando risultati molto diversi.
C’è chi è rigidissimo su regole e ambientazione, e chi è flessibile al punto di integrare il gioco originale con aggiunte e variazioni (io personalmente sono per la seconda).
C’è chi gioca “per vincere” (per fare le quest e risolvere il caso e/o portare a casa il bottino), e chi gioca “per vivere” (chissenefrega della quest prefabbricata, l’importante è che il personaggio – e quindi il giocatore – si emozioni, si ingegni, incontri gente, scopra cose… insomma che viva intensamente la propria vita come una grande avventura senza binari prestabiliti, ma con motivazioni e scopi che in parte vengono dal background e in parte si creano e cambiano durante la vita stessa… cioè in gioco… eh, si, avete già indovinato che anche qui io sono per la seconda).
C’è chi sente l’adrenalina scorrere alla sola vista dei dadi e delle miniature e del tabellone a quadratini oppure a esagoni, e chi i dadi li usa volentieri come arredamento per l’acquario al posto delle gocce di vetro (e anche qui… bravi, la seconda, ormai sono prevedibile).

Quindi la prima riflessione è: ma chi siamo noi per dire a *quel* giocatore e a *quel* master come preferiscono giocare? Questa è prima di tutto una cosa loro: se un giocatore preferisce un certo stile di gioco e si trova un master che gioca in modo opposto, forse semplicemente non sono un gruppo ben assortito.

La mia seconda riflessione riguarda, più nello specifico, i due personaggi (drow e mezz’orco) e la possibilità/probabilità che vivano una loro storia d’amore nell’ambientazione dei (presumo) Forgotten Realms.
Che sia una delle cose più bizzarre, improbabili e forse inquietanti che possano venire in mente a chi conosce l’ambientazione, direi che è palese.
Però è anche vero che i personaggi di D&D nascono per “essere protagonisti”.
Pocahontas non racconta la storia d’amore fra due indiani, il bello sta proprio nelle difficoltà e nel tormento. Titanic? Classi sociali diversissime. Underworld? Giulietta e Romeo?
Insomma… le storie d’amore osteggiate e improbabili sono il succo di un mucchio di bellissime storie, quindi per me è Si!
O meglio, “si però…”
Si però a patto che i giocatori se la giochino BENE, che trovino motivi solidi e pregnanti perché questa faccenda si sia verificata.
Se viene giocata in modo maturo, approfondito, ben venga.
Se io fossi il master non solo non bloccherei un’iniziativa di un giocatore, ma *gongolerei* alle possibilità di sviluppo-trame su una cosa del genere! Milllemila spunti di gioco e di intrecci, andando a ripescare parti del background di questi due per disegnarci intorno obiettivi, motivazioni, scoperte, inganni, casini di tutti i generi come è ragionevole che sia per due innamorati così improbabili! 😉

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