La famiglia come struttura sociale (molto PIU’ che “biologica”) esiste a prescindere dalle norme, dai regolamenti e dai divieti. Esiste in molteplici declinazioni perché la varietà del mondo è grande e ricca. Tante possibilità significano maggiore libertà. Chi ha paura della libertà? Chi preferisce tarpare le proprie e le altrui ali perché ci sia meno scelta? Cosa rendere così spaventosa la libertà e la varietà?
La libertà non va d’accordo con l’omologazione: se qualcuno è differente da te, non ti toglie nulla, a meno che la tua certezza su chi sei derivi e dipenda da chi sono gli altri.
Solo se hai bisogno di un mondo di individui in cui rispecchiarti e trovarti sempre uguale, può l’idea del diverso metterti addosso il panico, un panico tale da permetterti di giustificarti mentre togli libertà a te stesso e a chi ti sta intorno.
Quindi l’omofobo, e il razzista, e l’intollerante in genere, sono probabilmente semplicemente persone troppo incerte su di sé per poter vivere senza costruirsi addosso un guscio di una forma molto precisa, che li aiuti a definirsi, e senza avere attorno altri che abbiano a loro volta la stessa forma, a cui essere con-formati.
Forse gli omofobi, i razzisti e gli intolleranti in genere sono le persone che più avrebbero bisogno, dal mondo, di quel genere di affetto maturo, privo di pietismo e ricco di consapevolezza, che scalda l’anima e conforta l’autostima di chi lo riceve, perché dice “hai diritto di essere, perché comunque tu sia, sei splendido e perfetto per essere esattamente te stesso, qui e ora, e sei anche libero di crescere e di cambiare, e in ogni giorno della tua vita, sarai ancora splendido e perfetto così come sei”.

(riflessione su questo pensiero: link )

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