Ci sono alcune cose su cui sono un po’ incagliata. Cose che mi scocciano, o che mi mettono in difficoltà, o che mi turbano, o che mi annoiano.
Sono quelle cose che un po’ alla volta si accumulano e poi “clutterano” la tua vita emotiva/psicologica.
Come nella vita materiale, sono cose che a un certo punto quasi non si distinguono più nel mucchio: formano una pila di “roba” che crea un certo fastidio, e proprio perché infastidisce, dopo un po’ il cervello sceglie, quella pila, di non vederla più.
Nel retrobottega dei pensieri sai che c’è, ma a livello consapevole non la percepisci quasi più. Un po’ come quegli accumuli di cianfrusaglie che occupano alcuni cassetti, il fondo di quello o quell’altro armadio, ecc. Basta non guardarci mai… tanto sai che non ti serve niente di quello che c’è lì. Però per mettere in ordine ci vuole un certo dispendio di energia, che a volte non hai, e altre volte semplicemente non hai voglia di avere.
Ecco. Stasera ho guardato nel mucchio, ho preso una cosa di quelle (una di quelle che mi sembrava più “sostanziosa”) e con un certo sforzo le ho dedicato tempo ed energia, per levarmela di torno.
E alla fine ho scoperto che non era nemmeno così complicato… la parte più difficile è stato riportarci l’attenzione e decidere di affrontarla, non affrontarla.
🙂

Ci sono cose da cambiare, dicevo qualche giorno fa. Sono due giorni che mi sto lasciando scivolare indosso un nuovo paradigma sulla realtà. Non qualche cosa di prepotentemente rivoluzionario, solo qualche cosa che sposta di un poco la percezione delle cose, il peso che gli do, il senso, e insieme gli obiettivi, le motivazioni, le dinamiche.
Nel mio paradigma di prima c’era scritto che un cambiamento di questo tipo poteva avvenire ed essere reale solo se sufficientemente piccolo, quindi sarebbe stato sciocco pretendere una grande rivoluzione col primo passo.
Nel nuovo paradigma devo ancora verificare che tipo di cambiamenti sono “previsti”… ma appena lo avrò indossato a modino, questo nuovo paradigma, potrò usarlo appieno. 🙂

(p.s. è possibile che la parola “paradigma” io la usi in modo improprio… me ne rendo conto ma ho scelto di fare spallucce perché io la capisco bene così: per me rappresenta l’insieme di tutti gli equilibri e le regole secondo le quali funziona la mia realtà)