Category: GdR


Vampiri Wod & c.

(recuperi di commenti fatti altrove, sempre perché prima o poi magari avrò tempo di mettere insieme degli appunti in modo coerente… “ma non è questo il giorno”. Cit.)

Lasciando da parte l’eventuale difficoltà di giocarli dal vivo, il mio clan preferito uber alles sono gli Tzimisce, seguiti dai Malkavian (standard o antitribu fa differenza fino a un certo punto, Tasya, la Malkavian della foto, è Camarilla ma starebbe benone anche nel Sabbat). Poi credo ci siano i Gangrel e i Ravnos…
A guardare questa lista direi che rispetto alla “società” i miei pg se non possono sentirsi “al di sopra” finiscono quanto meno per starne “al di fuori”

p.s. il Sabbat è carente di intrigo e politica solo perché viene giocato così, ma credo che sia una mentalità dei giocatori, perché si potrebbe tranquillamente giocare qualcosa di notevole spessore anche nel sabbat, a volerlo (e qualcuno credo lo faccia… o almeno, confido)

Nel mio modo di concepire il gdr non sono così rigida su come deve essere un pg, ogni individuo parte da alcune cose ma si evolve, ogni personalità è unica, complessa, tridimensionale, non c’è bisogno di irrigidirsi né come giocatori né come personaggi, io credo.
Poi circa il power-playing… io faccio sempre pg che definisco “inutili”… non perché lo siano davvero, ma io non penso che una persona nasca “costruita” per ottenere successi, specialmente successi sugli altri. Stessa cosa per i pg: i miei pg sono “persone”, individui con una loro personalità basata su un carattere e sulle loro passate esperienze, non è detto che possano o vogliano “farci qualche cosa”, che si tratti di combattere o di infiltrarsi… così come io-Elena non gioco contro il resto del mondo, ma semplicemente ci vivo, i miei pg vivono nel loro mondo, perseguono i loro scopi, ma prima di tutto i loro scopi, non quelli di un clan, di una setta, o di quel che si vuole… ^^;

E circa gli tzimisce, a me piace da pazzi la vicissitude, ma non me ne frega nulla o quasi del suo potenziale “bellico” oppure “seduttivo”. Mi piace per la sua bellezza e per il suo potenziale intrinseco di “modellamento”, perché mi affascina l’idea di modellare le forme del corpo come un materiale plasmabile, a somiglianza di elementi naturali, oppure in modi alieni e innovativi… per me è prima di tutto una sorta d’Arte, di Estetica… gli scopi pratici sono una banalità al confronto!

E poi sempre degli Tzimisce mi piace la territorialità, l’attaccamento ai loro luoghi, anche qui, non per gli eventuali sviluppi in gioco ma semplicemente perché amo il concetto del legame con la propria terra, con le proprie radici. E l’etichetta, in particolare l’etichetta dell’ospitalità, così antica, desueta, quasi obsoleta, da un lato quasi stantìa, dall’altro nobile, da un lato memoria decadente di fasti passati, dall’altro controllo sulla realtà, forma di rigida moralità (o al limite, se svilita, di moralismo) in contesti dove la moralità è buttata alle ortiche, regole che da un lato strangolano e dall’altro salvano… trovo che sia un clan di una Poesia triste e superba, decadente, nobile, malinconica, alta…

(risposta a un quesito posto su un forum, circa l’appropriatezza di una perlomeno improbabile storia romantica fra personaggi: lo riporto qui perché ha fissato alcuni spunti di ragionamento che mi interessano)

Mi è stato chiesto di dare un parere e lo faccio volentieri, ma mi scuso in anticipo perché non riesco a leggere tutti i commenti, per mancanza di tempo.
Io, forse anche per via del fatto che non sono esattamente “di primo pelo” nel gdr, per capire come dirimere la questione andrei un po’ più “a monte”: il gdr può essere interpretato, nel senso dello stile di gioco, in molti modi diversi, dando risultati molto diversi.
C’è chi è rigidissimo su regole e ambientazione, e chi è flessibile al punto di integrare il gioco originale con aggiunte e variazioni (io personalmente sono per la seconda).
C’è chi gioca “per vincere” (per fare le quest e risolvere il caso e/o portare a casa il bottino), e chi gioca “per vivere” (chissenefrega della quest prefabbricata, l’importante è che il personaggio – e quindi il giocatore – si emozioni, si ingegni, incontri gente, scopra cose… insomma che viva intensamente la propria vita come una grande avventura senza binari prestabiliti, ma con motivazioni e scopi che in parte vengono dal background e in parte si creano e cambiano durante la vita stessa… cioè in gioco… eh, si, avete già indovinato che anche qui io sono per la seconda).
C’è chi sente l’adrenalina scorrere alla sola vista dei dadi e delle miniature e del tabellone a quadratini oppure a esagoni, e chi i dadi li usa volentieri come arredamento per l’acquario al posto delle gocce di vetro (e anche qui… bravi, la seconda, ormai sono prevedibile).

Quindi la prima riflessione è: ma chi siamo noi per dire a *quel* giocatore e a *quel* master come preferiscono giocare? Questa è prima di tutto una cosa loro: se un giocatore preferisce un certo stile di gioco e si trova un master che gioca in modo opposto, forse semplicemente non sono un gruppo ben assortito.

La mia seconda riflessione riguarda, più nello specifico, i due personaggi (drow e mezz’orco) e la possibilità/probabilità che vivano una loro storia d’amore nell’ambientazione dei (presumo) Forgotten Realms.
Che sia una delle cose più bizzarre, improbabili e forse inquietanti che possano venire in mente a chi conosce l’ambientazione, direi che è palese.
Però è anche vero che i personaggi di D&D nascono per “essere protagonisti”.
Pocahontas non racconta la storia d’amore fra due indiani, il bello sta proprio nelle difficoltà e nel tormento. Titanic? Classi sociali diversissime. Underworld? Giulietta e Romeo?
Insomma… le storie d’amore osteggiate e improbabili sono il succo di un mucchio di bellissime storie, quindi per me è Si!
O meglio, “si però…”
Si però a patto che i giocatori se la giochino BENE, che trovino motivi solidi e pregnanti perché questa faccenda si sia verificata.
Se viene giocata in modo maturo, approfondito, ben venga.
Se io fossi il master non solo non bloccherei un’iniziativa di un giocatore, ma *gongolerei* alle possibilità di sviluppo-trame su una cosa del genere! Milllemila spunti di gioco e di intrecci, andando a ripescare parti del background di questi due per disegnarci intorno obiettivi, motivazioni, scoperte, inganni, casini di tutti i generi come è ragionevole che sia per due innamorati così improbabili! 😉

[ post originale: https://www.facebook.com/groups/191737924203712/permalink/832283236815841/ ]

Appunti di viaggio… nel senso che sta cosa è stata pensata ieri in treno tornando a casa da Bologna, dopo una partita di WoD (world of darkness).
La questione verte sul fatto che “non morto” è una definizione troppo limitata.
Posto che da una parte ci sono i “vivi vivi” (quelli che son vivi sul serio, prima che muoiano… perché incidentalmente sono i mortali) e dall’altra i “morti-morti”, in mezzo c’è un sacco di roba diversa.

Per esempio… riflettevo sul fatto che i vampiri (parliamo sempre di (WoD) sono sicuramente “abbastanza vivi”… insomma niente a che vedere con i non morti decerebrati e putrescenti, che sono “non morti” sul serio.
Il corpo dei vampiri è morto ma integro e hanno un’anima.

I lich invece, per dirne una, hanno un’anima ma il corpo è andato, quindi sono non-morti.

Gli zombie sono fisicamente piuttosto andanti (a male) e non hanno un’anima. Quindi sono più “verso il morto” dei lich..

Alla fine avevamo 5 categorie, di cui 3 di “non morti” (ma non ricordo tutti i nomi che avevamo pensato):
– vivi
– abbastanza vivi (tecnicamente morti, ossia morti almeno una volta, ma con anima presente e corpo intonso: per es. vampiri e mummie “ben fatte” nel Wod)
– abbastanza morti (morti, con anima ma incorporei oppure putrescenti: per es. fantasmi e lich)
– parecchio morti (senza anima e con un corpo in disfacimento, tipo scheletri, ghoul D&D-style, zombie, ecc.)
– morti veri e propri

NB: per essere “non morti” serve come prerequisito il fatto di essere morti almeno una volta. Per questo per esempio un costrutto animato (una garguglia, per dire), che pure ha un’anima (a suo modo), un corpo fisico e integro, sebbene non sia un “mortale”, non è classificabile nemmeno come “non morto”.

Uhm… Potrei creare una categoria per le cose fondamentali della vita e metterci questa classificazione, immagino.. XD